Informazioni su Prizzi (Palermo)
Il Comune di Prizzi, nell'entroterra palermitano, con i suoi 1000 metri di altezza sul livello del mare, si erge imponente sulla catena dei monti Sicarni risultando uno dei Comuni più alti della Sicilia, tanto che nei giorni di ciel sereno è possibile scorgere sia il mare di Sciacca sia le montagne dell'Etna. Le caratteristiche viuzze, i vicoli, i cortili e le ripide scalinate gli conferiscono un tipico aspetto medievale. Mai diatriba più accesa è sorta sull'origine del nome di una città come quello di Prizzi. La teoria più accreditata ne fa risalire l'origine al greco "pyrizein" (accendere fuochi). Comunque sia, i primi abitanti di Prizzi furono greci, si narra infatti che alcuni superstiti di Hyppana, insediamento umano che sorgeva sul monte San Lorenzo. Nel 260 a .C., Hippana fu rasa al suolo dai consoli romani Alilo Attilio e Caio Sulpizio, perché ritenuta alleata del cartaginese Annibale. Per far fronte alle invasioni arabe, sulla vetta del monte fu costruito un castello con la relativa torre. Il Castello fu poi ricostruito, intorno al XQ secolo, dai Chiaramente ed oggi è possibile ammirare solo il rudere della sua torre. La fertilità delle terre, la ricchezza dei pascoli, l'abbondanza d'acque purissime e la salubrità dell'aria, associate alla grande capacità d'adattamento e di resistenza degli abitanti, specie contadini e pastori, nonostante i lunghi e rigidi inverni, hanno assicurato una vita florida e prospera.
Prizzi sotto il profilo naturalistico è interessante. Affacciandosi dalla parte più alta del paese, dove inserito nel naturalistico Parco della Madonna sorge uno splendido anfiteatro, è possibile scorgere parte del lago di Prizzi, un bacino artificiale realizzato grazie all'edificazione di una diga e rientrante nel complesso idroelettrico del Fiume Sosio. Paesaggi magnifici sono offerti anche dagli scenari di Tagliarmi, Monte Scuro, Valle del Sosio e dalla Riserva Naturale di Carcaci condivisa con il Comune di Castronovo. Di notevole rilevanza è la valle del Sosio, attraversata dall'omonimo fiume, che ha la sua foce nel mare di Ribera, una delle riserve naturali di Prizzi. Da tempo è meta di tanti studiosi, che vi ammirano l'irripetibile fauna fossile del Permiano (280-225 milioni di anni fa). Un'altra riserva naturale di Prizzi è quella di monte Carcaci, alto 1.196 metri sul livello del mare: un ambiente suggestivo e incontaminato, in autunno sorvolato dalle gru e popolato da tanti rapaci (aquile, falchi e capovaccai). Altro luogo meritevole di attenzione per i suoi potenziali naturalistici è il lago di Raia.
Il 23 Aprile è la Festa di S. Giorgio martire, santo patrono e protettore di Prizzi.
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