Tra le più belle feste siciliane c'è certamente quella di San Corrado patrono e protettore della cittadina barocca di Noto (Sr), la cui processione si volge ogni anno due volte (quattro considerando le ottave) il il 19 di febbraio e nell'ultima domenica di agosto. Corrado Confalonieri era un cavaliere di Piacenza, "salvato dal foco per mano di Dio", che decise di farsi eremita in Sicilia. Il cavaliere piacentino doveva avere un bel carattere: quando giunse a Noto scelse una grotta, quella detta "dei Pizzoni", per abitarvi. Ma poiché era piccola, secondo la leggenda l'allargò a spallate. Compì numerosi miracoli e quando morì, il 19 febbraio del 1351, si tramanda che le campane della città si misero a suonare da sole. Nei pressi della grotta venne poi eretto il santuario detto di San Corrado "di fuora". E qui, dal 1851, viene tenuta nel corso dell'anno l'urna d'argento contenente la cassa di legno con le reliquie del Santo.
Festeggiamenti estivi - ultima domenica di Agosto
Momenti di grande commozione e partecipazione popolare per la festa più sentita dell'anno. In prossimità dei festeggiamenti in onore di San Corrado, nella Cattedrale gremita di devoti, l’urna del Santo viene traslata dal luogo in cui è custodita ed esposta in modo da essere visibile a tutti i fedeli. L’urna, contenente le spoglie mortali del santo venuto da Piacenza, una volta svelata viene spostata dalla cappella laterale all’altare maggiore dove resterà esposta fino alla fine dei festeggiamenti, prevista la domenica successiva con la processione del solenne ottavario. A portare e scortare l’urna nel breve giro interno della Cattedrale tra i banchi dei fedeli, sono i fedeli portatori di San Corrado ed i portatori dei cilii (evoluzione di un grosso cero). La festa principale, è prevista per l’ultima domenica di agosto. Il tragitto dedicato alla processione dell’Ottava, quando l’urna di San Corrado percorre le vie del piano alto della città, tocca le chiese del Crocefisso e del Sacro Cuore.
Le origini dei cilii non sono molto note, ma sembra che siano l'evoluzione degli intorci grandi, voluti dal canonico netino Pietro Ansaldo nel 1620. Difatti questi lascio una cospicua rendita per abbellire la processione del 19 febbraio che lo stesso canonico definiva come la vera festa, dato che tale giorno segnava la morte del Santo. All'origine erano previsti solo due intorci grandi portati dai devoti del Santo, che anno per anno venivano aumentati di due fino al raggiungimento di dodici unità. Certo non si parla di "cilii" veri e propri, ma l'introduzione di questi intorci grandi che avrebbero dovuto illuminare l'arca argentea di San. Corrado, possono essere considerati la nascita dei "cilii" che noi oggi vediamo. Il termine "cilii" viene menzionato, per la prima volta, solamente nella descrizione della processione di San Corrado fatta da Giuseppe Pitrè in "Feste Patronali in Sicilia" del 1900. L'idea del canonico Pietro Ansaldo di far fermare il numero dei "cilii" a dodici fu ben presto superata, infatti l'inserimento dei "cilii" fu ben accolto dalle famiglie nobiliari del tempo che la fecero a gara per possedere un proprio "cilio" , ritenendo motivo d'orgoglio la partecipazione alle processioni di San. Corrado con un "cilio" del proprio casato, che spesso veniva portato da un loro familiare o da un loro servitore. Oggi la maggior parte dei "cilii" sono di proprietà degli stessi portatori, ciò nonostante vi è ancora qualcuno che porta il "cilio" per conto di qualche famiglia nobile come ad esempio quello del Principe Nicolaci di Villadorata che è stato affidato all'associazione "portatori dei Cilii" per essere portato in processione. Oggi tutti i portatori dei "cilii" sono associati e vestono un'unica divisa che per la processione di febbraio è costituita da un giubino di colore verde, colore scelto in quanto uguale al drappo che adorna l'urna di San Corrado al di sotto dei grifoni, e da scarpe e pantaloni neri, mentre per la processione di agosto, la divisa è costituita da una polo di colore bordeaux, colore scelto in quanto uguale ai colori della bandiera della città di Noto, e da pantaloni e scarpe nere.
Ultima modifica: 2012-02-09 19:24:57