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Festa di Sant'Antonio Abate a Santo Stefano Medio

13 / 18 gennaio - Messina (ME)

Festa di Sant'Antonio Abate a Santo Stefano Medio  a Messina
Festa di S. Antonio Abate a Santo Stefano Medio, caratteristico villaggio messinese, situato alle pendici dei monti Peloritani e diviso in due parti dal torrente S. Stefano.
 
Il 17 gennaio si ricorda S. Antonio Abate, il "Santo del popolo" in quanto protettore del bestiame. Le origini dei festeggiamenti in suo onore vanno ricercate nel mondo rurale e, in parte, sono ancora oggi particolarmente vive. I festeggiamenti iniziano il sabato pomeriggio con l'accensione del fuoco, allor quando il simulacro del Santo viene portato in processione dinanzi alla catasta di legna, accompagnato dalle note della banda musicale. L'evento è sottolineato dal luccichio dei giochi pirotecnici. Sulla sommità della catasta di legna viene posta della salsiccia, offerta dai macellai del paese, che viene sacrificata al Santo.
 
Il falò viene acceso il sabato della festa, quando viene portato in processione il simulacro di S. Antonio. Davanti ad una moltitudine di gente, ovunque assiepata, il parroco benedice il fuoco. La legna brucia per tutta la notte, durante la quale, i giovani e i meno giovani, abitualmente, arrostiscono la salsiccia sulla brace, accompagnandola con qualche bicchiere di buon vino locale. In serata si svolge la "Sagra di Sant'Antonio", a base di prodotti tipici della tradizione gastonomica: "frittole", un misto di carne di maiale bollita, porchetta, salumi, tuma e ricotta, maccheroni fatti in casa e antichi sapori da forno.
 
E' lo scoppio dei botti mattutini che dà inizio ai festeggiamenti della domenica. Il suono delle campane annuncia la celebrazione della Messa Solenne. In mattinta si svolge la "Benedizione dei cavalli e dei cavalieri". Approfittando della festa, tutte le famiglie si riuniscono intorno alla tavola imbandita con cibi grassi di carne di maiale: maccheroni caserecci al sugo, salsiccia arrosto e ogni sorta di leccornia. Certo non può mancare un buon vino rosso locale per accompagnare il pranzo, che si conclude gustando il tradizionale "bianco e nero" oppure i deliziosi cannoli siciliani. 
 
Nel pomeriggio si svolge la processione per le vie del paese che si conclude al calar della sera, dopo la benedizione del parroco. Subito dopo si inscena la singolare pantomima de "U camiddu e l'omu sabbaggiu" che richiama una moltitudine di folla, meravigliata dagli straordinari effetti luminosi e acustici. I festeggiamenti si concludono con lo spettacolo dei giochi pirotecnici.
 
La rappresentazione rievoca lo scontro avvenuto nel 1060 tra il conte Ruggiero d'Altavilla e i Saraceni, fino ad allora dominatori della città di Messina. Lo spettacolo si svolge nel buio della piazza S. Maria dei Giardini, durante il quale si affrontano "u camiddu" (il cammello, condotto dal conte Ruggero), costruito mediante listelli di canna e "l'omu sabbaggiu" (il saraceno infedele), che indossa una finta armatura e delle finte armi.
 
Il combattimento si svolge a ritmo di musica, suonata dalla banda del paese, e si concretizza con l'esplosione di petardi, mortaretti e fiaccole, che rendono più suggestiva l'atmosfera. Alla fine è il "camiddu" a prevalere su "l'omu sabbaggiu", così come Ruggiero prevalse sul saraceno.
 
Per maggiori informazioni:
https://www.facebook.com/mariadeigiardini.it/
www.santostefanomedio.com

Ultima modifica: 2016-01-09 20:58
Fonte / Autore: Parrocchia Santa Maria dei Giardini


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