Festa di San Giuseppe a Borgetto

15 / 19 marzo - Borgetto (PA)

Festa di San Giuseppe a Borgetto a Borgetto
Le Mense di San Giuseppe 15 / 19 marzo 2014 Borgetto. Durante i giorni di Festa eventi e manifestazioni collaterali: Mostra d'Arte, Sfilata di Gruppi folk; dal 15 al 17 marzo Fiera Agroalimentare e Artigianale in piazza V.E. Orlando; il 16 marzo Sagra della Ricotta, il 18 marzo Sagra della Sfincia di San Giuseppe.
 
Fiera “Promisione” (promessa) è il motivo fondamentale che spinge alcune famiglie del comune di Borgetto (Palermo) a continuare una tradizione popolarissima, che da secoli tutti gli anni, per il giorno di San Giuseppe, si ripete: “Le cene di San Giuseppe o Artari o San Giuseppe parati”. Tradizionale manifestazione folcloristico-religiosa che ormai da anni è entrata a far parte dell’itinerario turistico siciliano.
 
Scopo principale è quello caritatevole verso famiglie povere affinché non manchi mai il pane. Si vuole che s'invitino alla mensa tre bambini poveri, che rievocano la fuga di Gesù, Giuseppe e Maria dall’ Egitto, ai quali viene servito il pranzo, tra canti e filastrocche dialettali. Il ringraziamento al Santo Giuseppe, per grazia ricevuta, è fatto sotto forma di provviste alimentari e tutto quanto può essere utile ai tre bambini poveri che rappresentano la Sacra Famiglia. I preparativi, che iniziano mesi prima della festa, impegnano soprattutto le donne della famiglia, che aiutate dai loro comparenti, destinano una stanza della loro casa affinché si possa impostare l’altarino con la mensa, che il giorno di San Giuseppe possa essere visitate da gente che viene da fuori, a cui vengono offerti pezzi di pane fatto in casa con olive.

Il
pane, occupa un posto molto rilevante nella storia dell’ umanità, esso riveste un significato sociale, religioso e sacro; simbolo fondamentale del lavoro umile del Santo, è preparato in diverse forme: la palma per ricordare la verginità della Madonna, mentre quello di Gesù bambino è a forma di buccellato, dolce tipico della gastronomia locale, che si prepara nel periodo natalizio. Un cesto con gli attrezzi per il lavoro dei campi è posto per rievocare l'operosità del Santo. La stanza prescelta è interamente allestita in tutte le parti con del tulle bianco e raso: è il bianco dei veli da sposa, raccolti negli anni dalle famiglie, che intrecciati e arricciati tappezzano le pareti e il soffitto delle stanze creando un effetto luminoso. Il raso che comunemente è di color bianco, a volte può essere celeste per ricordare Bambin Gesù, anch’esso viene raccolto o prestato per l’occasione. L’angolo che più risalta di bianco candore è l’Altare sistemato nella parte centrale, al di sopra di una pedana: contiene il "Quadro del Santo" o una sua statuetta. Dei gradini sempre ricoperti di tulle contengono le forme di pane lavorato dalle massaie alcuni giorni prima. Ai lati, in allegra sequenza di colori e di fantasia, diversi vasi di fiori bianchi e gialli, i colori che richiamano lo stendardo del comune di Borgetto, abbelliscono l’altare.

Il cibo da offrire ai tre bambini poveri viene disposto in due lunghi tavoli a due piani, addobbati ai lati dell’altare; sono esposte le più svariate pietanze, tre piatti per ognuna di esse: dai dolci ai pomodori fritti, dai prodotti dell’orto, ai generi alimentari di ogni tipo per finire con degli abiti nuovi e del denaro per ogni bambino. Da un’antica casa del seicento si diparte una processione che si snoda per le vie della piccola cittadina. Una piccola iconografia plastica formata da un asinello che trasporta la Madonna e il bambino Gesù, tirato dal buon Giuseppe, arriva sul sacrato della Chiesa Madre dove saranno benedetti i gruppi dei tre bambini, destinati alle famiglie che si recano alle mense, preceduti da una “tamburiata” mentre recitano delle partiin siciliano antico. Per i Burgitani, le celebrazioni per San Giuseppe sono molto sentite: furono i vecchi progenitori del secolo scorso a volere esprimere gratitudine per intercessione di San Giuseppe a Dio.

Il suo culto è diffuso in moltissimi paesi della Sicilia in alcuni ne è il Patrono ed egli svolge un ruolo ben determinato: quello di essere il protettore degli orfani e delle ragazze nubili. Il Santo protegge soprattutto i poveri, ed è per questo motivo che esiste l’usanza di preparare il pranzo sacro offerto ai bisognosi e agli orfani. Altri elementi rituali si manifestano per la sua devozione: la raccolta delle offerte per le famiglie indigenti, la sacra rappresentazione, l’accensione dei fuochi e la processione, che hanno luogo in diversi periodi dell’ anno; la data della sua festa coincide con l’equinozio di primavera e a Borgetto s'identifica con l’inizio delle celebrazioni pasquali. San Giuseppe rappresenta il Padre, il Patriarca: il saggio con la fluente barba bianca che emana rassegnazione, l’artigiano ma soprattutto il pater familias figura centrale che la tradizione siciliana attribuisce al capo del nucleo più elementare che è la famiglia.

La visita alle mense inizia la sera del 18 marzo e si prolunga fino a tarda notte per proseguire l’indomani. Un flusso enorme di gente invade le strade del Paese per visitare le Cene di San Giuseppe distribuite in varie case; le persone vengono da ogni parte della Sicilia e i visitatori curiosi distingueranno l’altare più bello e meglio organizzato e all’occorrenza gli emigrati approfittano per rientrare e rivedere le mense. A Borgetto le mense con l’altare possono essere di due tipi: “parati” in cui la stanza occupata per intero è sfarzosa e ricca di ogni ben di dio e “privati” cioè modeste con l’addobbo di una sola parete della stanza. Apparecchiata al centro della stanza, con la tovaglia più bella, è la tavola per i tre bambini, dove risaltano tre mezze arance tagliate a stella e tre pani di formato ridotto rispetto alle grandi forme poste sull’altare, il vino e l’acqua. In ogni posto risiedono gli asciugamani ricamati con le frange che verranno utilizzate dai padroni di casa che imboccheranno i bambini: “a pasciuta”.
 
Alla fine del pasto i bimbi con le loro famiglie possono portarsi a casa tutte le provviste. Chi organizza le mense le prepara o di tasca propria o con soldi ricavati dalla questua tra parenti, vicini, conoscenti e non, che possono contribuire anche con cibi di ogni genere anziché con il denaro. Ogni bambino impersona un personaggio della Sacra Famiglia, i primi tre bocconi di ogni pasto sono assaggiati proprio dai bambini dopo di che è possibile che i presenti mangino anche loro, purché si facciano imboccare e non si servano con le mani. Il primo piatto servito è quello con la pasta con le sarde e la mollica, seguono le polpette di sarde o d'uova, quindi le fritture e i dolci e per concludere la frutta fresca e secca.
 
Per maggiori informazioni e programma: Pagina facebook/proloco.borgetto

Ultima modifica: 2014-03-14 17:25
Fonte / Autore: Comune di Borgetto





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