Feste e sagre in Sicilia

Chiesa di San Bartolomeo

Corso XX Settembre - Giarratana (RG)

Dopo il terremoto dell’11 gennaio 1693 che colpì tutto il Val di Noto, Giarratana fu edificata più a sud, nel cosiddetto “Pojo ddi li Disi” e la nuova chiesa, la terza in ordine di tempo, di San Bartolomeo fu costruita nella parte inferiore del paese, orientata da nord verso sud. A questa Chiesa, furono concessi gli stessi privilegi della vecchia Chiesa. I lavori per la sua costruzione iniziarono pochi mesi dopo il terremoto, così da poteramministrare il primo battesimo il 15 aprile 1694, ma i lavori si protrassero fino al secolo XIX. Fu consacrata il 29 settembre 1872 dal vescovo di Noto Mons. Benedetto La Vecchia.

La facciata che oggi ammiriamo è un esempio del tardo barocco della ricostruzionetipico di molti edificidi culto sorti a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo. E’ preceduta da una ripidissima scalinata e il prospetto si presenta a tre ordini sovrapposti, con colonne binate, i primi due in stile corinzio e l’ultimo che funge da cella campanaria, con colonne in stile ionico. Entrando, l’ambiente a pianta basilicale è ampio e luminoso, suddiviso in tre navate intercalate da colonne doriche. Il soffitto della navata centrale è ricco di stucchia motivi floreali, opere del Gianforma e occupano lasuperficie delle quattordici vele dalfondo azzurro quasi a volerriportareil colore delcielo dentro il tempio. La parte centrale , invece, è occupata da tre dipinti opere delpittore chiaramontano Gaetano Distefano., chiamato nel 1836 dall’allora vicario Filippo Dell’Agli a eseguirli aventi per tema: la discesa di Mosè dal Sinai, la Trasfigurazione, la Cananea. In fondo alla navata centrale la cappella maggiore, che custodisce la statua del Patrono san Bartolomeo. Fu costruita nel1935 su progetto dell’ing. Sciutidi Catania e andò a sostituire il vecchio altare in legno. I lavori furono ultimati il 24 marzo 1936. La pietra utilizzata proveniente dalle cave di Canicattini Bagni venne trasportata un blocco alla volta mediante l’utilizzo di carretti. Il blocco venivatagliato fuori dalla Chiesa, lungo la via Ruggero Settimo, e successivamentetrasportato in chiesa per essere intagliato dallo scultore catanese Platania Infine, disposto nella navata centrale, dove sul pavimento era statotracciato il disegno dell’altaredallo Sciuti, prima di essere definitivamente montato dallo stesso Plataniache ne aveva la direzione dei lavori, collaborato dai maestri Angelo e Sebastiano Ansaldi, Giuseppe Puccio, Angelo Alessandra.
 
Sulla sommità trovano posto le statue della Fede e della Carità opere di Mario Moschetti, (Roma 1879 - Catania 1960), famoso per essere considerato “lo scultore dei fanciulli” in quanto modellò numerose testine infantili e un centinaio di ritratti. Proprio nell’altare dell’Apostolo a corona del cartiglio e dello stemmainserì una serie di testine di angeli che altro non furono che i volti di bimbi e bimbe di Giarratana che l’artista incontrò per il quartiere durante l’esecuzione delle due statue più grandi. Definito “artista sincero e solitario, cuore rovente, nostalgico e quasi ascetico” (E. Maganuco)per il suo stile qualcuno loparagonò al Serpotta ( S. Fiducia). In alto, al centro dell’abside un dipinto, oggi parzialmente coperto “la Gloria di san Bartolomeo". A seguito della riforma liturgica dettata dal Concilio Vaticano II, nel 1970 quello che rimaneva dell’antico altare in legno fu sostituito da un nuovo altarerealizzato in marmo bianco di Carrara, arricchito nel 1990 da pannelli in ceramica invetriata realizzatidallo scultore calatino Raffaele Pisello. Il pavimento della navata centrale fu realizzato nel 1881 su disegno dell’Ing. Carlo Malerba da Catania in marmo bianco di Carrara e bardiglio azzurro cinereo. Le due navate laterali portano rispettivamente alla Cappella del Santissimo Sacramento o del SS. Cristo alla Colonna e alla Cappella della Madonna del Carmelo. Gli altari laterali sono opera dell’artigiano calatino Placido Privitera che li realizzò negli anni 1857-1859 con tecnica a schisto. Tra le opere ricordiamo due grandi tele di Marcello Vieri: la Madonna del Carmelo, tra due Santi Carmelitani (1795) e la Madonna del Buon Consiglio con San Vincenzo Ferreri (1795). Altre tele di notevole interesse sonoIl martirio di San Bartolomeo e II Martirio di san Giovanni Battista che necessitano di intervento di restauro. Tra le opere lignee: La Madonna del Carmelo, la Desolata del 1757(?) di scuola napoletana. Nell’ultimo altare della navata sinistra , si conserva un bellissimo Crocifisso, in cartapesta attribuitoalla scuola spagnola del sec. XVIII.

Fonte / Autore: www.sanbartolomeoapostolo.org


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