Feste e sagre in Sicilia
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Chiesa Madre SS. TrinitÓ

Piazza Aldo Moro - Cianciana (AG)

L ‘antica chiesetta fu costruita nel feudo Cianciana con la parte posteriore rivolta ad oriente ed era ubicata nell’attuale Corso Vittorio Emanuele, all’angolo con la via Fidanza. La popolazione sino a quel momento dipendeva dalla parrocchia di Bivona . La necessità di questa costruzione naque intorno al 1525 quando la popolazione del casale “S.Antonio” possedimento del principe Spagnolo, Diego Giuseppe Ludovico Joppolo, era di 1000 anime circa. Presto però anche questa chiesetta risultò e, dopo la costruzione della Matrice, venne adibita come sala della congregazione del SS. Sacramento.Oggi l’antico fabbricato non esiste più e il nuovo edificio fu adibito a cinema parrocchiale. La nuova Chiesa fu costruita per l’interessamento e il valore della nobile famiglia del Principe Diego Ludovico Joppolo Spatafora dei Baroni di Spagna e degli eredi del Duca D’Angiò. Sulla porta della navata centrale stà un medaglione in gesso dove si legge “GLORIA TIBI SANCTA TRINITAS 1640″. La Chiesa è dedicata appunto alla Santissima Trinità e fu portata a compimento nel 1646. Fino al 1823 presentava una sola navata, per esigenze demografiche, furono aggiunte le due navate laterali, ultimate il 20 agosto 1824. Nel 1839 con un delegato dei Signori Pietro Martorana e Arcuri si realizzarono lavori architettonici di grande importanta: la volta, infatti, che era in origine un semplice soffitto di canne, fu trsformata e in seguito decorata con elementi in gesso in stile jonico. Quest’opera così importante per la chiesa viene ricordata da una lapide che si trova presso l’altare di S. Antonio, con la quale chiede un Pater Noster per quel benefattore.

La Navata centrale è separata dalle due laterali dal succedersi di tre grandi archi sorretti da grossi pilastri su cui stanno attaccati una coppia di liséne di stile jonico e nell’interspazio delle due liséne stucchi di tipo naturalistico. Una larga cornice, prospicente verso il centro della navata, blocca questa visione verticale costringendo lo sguardo a convergere verso il centro della volta a botte della navata. Qua lo spazio è diviso in riquadri realizzati con cornici di gesso, mentre tre grandi affreschi occupano la zona centrale, seguendo e adattandosi al movimento della volta a botte.
 
Gli affreschi furono eseguiti nel 1839 dal pittore Carmelo De Simone.Il primo affresco, entrando nella chiesa, mostra il Cristo che consegna lo scettro al Papa il quale tiene nell’altra mano le chiavi, tutto intorno un volo d’Angeli. La scena è rappresentata con colori scuri ravvivata dalla bianca luce che avvolge lo Spirito Santo sotto forma di colomba.Il secondo affresco mostra su uno sfondo paesaggistico il trasporto dell’Arca Santa che compie il giro attorno alla città di Gerico. Il corteo è preceduto dai suonatori del corno. In primo piano dei soldati, che dall’armatura sembrano romani, che escono da una tenda di accampamento e incuriositi assistono silenziosi al passaggio del corteo.Il terzo affresco della navata centrale più vicino all’abside rappresenta la Madonna assunta in cielo. I colori sono scuri nelle zone più esterne del pannello mentre nella parte centrale una luce abbagliante avvolge la Madonna e la corona di fiori, rendendo la scena più gradevole e leggera.

L’Abside
Il turista è attratto dall’Abside dove al centro, sopra l’altare maggiore in una nicchia rettangolare, a cui fanno da cornice due colonne lisce con capitelli jonici dorati, si trova il Crocifisso ligneo di ottima fattura e pregevole da un punto di vista artistico. Nel 1937, l’Arciprete Agliata fece trasportare il Crocifisso, che era stato donato al convento di S. Antonio alla chiesa Madre. Questo crocifisso, oltre alla bellezza intrinseca, si inserisce in un contesto scenografico del tipo settecentesco, richiamando alla mente l’estasi di S. Teresa, opera del Bernini. Sopra la loggia un cornicione che dalla navata continua il suo corso convergendo nell’Abside. qua si trova la tela raffigurante la SS. Trinità. A destra troneggia Dio Padre, a sinistra il Figlio e al Centro, in alto, lo Spirito Santo immerso nella luce divina. Nella parte inferiore del cornicione vi sono due affreschi, uno rappresenta la consegna da parte di Dio a Mosè, delle Tavole della Legge; l’altro raffigura Gesù e i suoi apostoli. Il presbiterio è occupato sia a desta che a sinistra da un coro ligneo e da un organo a canne, mentre tutt’attorno le pareti sono decorate da liséne joniche che scandiscono lo spazio. Al centro del presbiterio vi è la nuova mensa eucaristica, da poco realizzata recuperando i marmi del vecchio altare, di forma quadrangolare, con la scritta, guardando i vari pannelli, Santo in italiano, ebraico, latino e greco. Le navate laterali, che prendono luce dalle ampie arcate, presentano anch’esse, come la navata centrale, due absidi semicircolari. Nella navata di sinistra, il catino absidale presenta dei riquadri con affreschi di poca importanza artistica. L’abside della navata destra è occupata da una vara in legno della Madonna Assunta “libera infermi”.

Gli Altari Laterali
Le navate laterali, che prendono luce dalle ampie arcate, presentano anch’esse, come la navata centrale, due absidi semicircolari.In quello di sinitatra troviamo un altare marmoreo dedicato al Sacro Cuore di Gesù, mentre una balaustra in gesso interrompe lo spazio della navata.Lungo la navata, procedendo dall’ingresso, in corrispondenza delle arcate, si notano il sarcofago don le spoglie mortai di don Gerlando Re, martire del dovere sacerdotale, e l’altare in marmo policromo di Sant’Antonio di Padova. Questa statua lignea fu realizzata dallo scultore Bagnasco di Palermo verso il 1700. L’ultimo altare, in ordine, che occupa la navata laterale presenta una statua di San Michele Arcangelo. Sulla navata laterale di destra il primo altare che si incontra è quello della Madonna di Lourdes in un grotta ricostruita alla parete. Di pregevole valore artistico è il secondo altare in legno con intagli, dedicato alla Madonna di Fatima. Avvicinandosi all’abiside della navata laterale di destra, troviamo l’altare dedicato all’Annuciazione.

Fonte / Autore: www.matricecianciana.it


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