Feste e sagre in Sicilia

Chiesa SS. Annunziata

Piazza Annunziata, 1 - Caccamo (PA)

La Chiesa dell’Annunziata in Caccamo, maestosa nel suo volume, ricca nei suoi tesori, agile nelle sue linee architettoniche, offre al visitatore immancabili suggestioni, mette le ali al pensiero e all’immaginazione. Sorta dalla necessità di meglio corrispondere alle attese spirituali dei cittadini, essa ha determinato, attorno a sé, la crescita dell’agglomerato urbano connessa all’esercizio della sua funzione-guida, svolta a favore del riscatto sociale della popolazione di allora. La Chiesa dell’Annunziata è stata e rimane, per i contemporanei, luogo di preghiera, momento di sollievo, testimonianza di fede e amore verso Dio, interpretazione autentica della volontà del fondatore Sacerdote Antonio Lo Faso dei Baroni di Leone e Condiverno e dei Duchi di Serradifalco.
 
Delle origini della chiesa parrocchiale dedicata alla SS. Annunziata si sono occupati vari storici. Le notizie più antiche circa una chiesa dedicata alla SS. Annunziata sono riportate, senza alcun riferimento documentale, nell’annuario Diocesano pubblicato nel 1956 dalla Curia Arcivescovile di Palermo. Secondo questa tesi, le prime notizie risalirebbero al 1200, ma questa ipotesi rimane alquanto incerta. Il primo impianto, a prestar fede alla data incisa nell’abside, si fa risalire al 1531, ma l’ipotesi non è suffragata da altri riscontri documentali. Le prime fonti certe si fanno risalire al 1643, quando la contessa Donna Luisa de Sandoval, moglie del Signore di Caccamo, diede in concessione alla Chiesa il terreno circostante affinché si ampliasse. Divenne parrocchia filiale della Chiesa Madre nel 1555 e nel 1884 fu eretta in parrocchia autonoma, con decreto dell’arcivescovo di Palermo Michelangelo Celesìa. Il tempio è stato arricchito anche da opere di artisti contemporanei; del termitano Filippo Sgarlata sono i quattro grandi medaglioni in gesso ai lati del presbiterio che trattano temi dell’infanzia di Gesù: la Natività, l’Adorazione dei Magi, la Fuga in Egitto, Gesù che discute con i dottori della legge (1952/1954). L’autore, che ha realizzato una delle porte della Cattedrale di Palermo, si rivela artista di elevata ispirazione e di grande raffinatezza stilistica; dello stesso autore è il bassorilievo tondo, raffigurante un angelo, posto al disotto della cantoria in fondo alla Chiesa. La cupola e le volte del transetto sono state affrescate nel 1952 da Gianbecchina (Giovanni Becchina). L’artista diede inizio agli affreschi cominciando dal coro e di seguito realizzò quelli della cupola e del transetto. Nella cupola è raffigurata la Gloria dei Santi e nelle vele le quattro virtù cardinali. Le pitture, eseguite con notevole abilità tecnica, presentano un prevalente orientamento verso i colori pastello.
 
La Chiesa dell’Annunziata custodisce anche pregevoli arredi sacri e opere di oreficeria e di argenteria. Oltre ai vari calici in argento e rame dorato, l’ostensorio in argento sbalzato e cesellato, la pisside in argento dorato, meritano particolare citazione alcune pianete in seta bianca, ricamata con fili d’oro e fili di seta policromi del XVIII secolo. Sono opera di maestri siciliani dal gusto particolarmente raffinato e manifestano il determinante influsso dell’arte tardo barocca e del gusto rococò nelle decorazioni ornamentali. Il reliquario del busto di Sant’Oliva, in argento e rame, è opera di argentiere palermitano e si rifà a modelli scultorei dello stesso periodo e ripropone il motivo quattrocentesco della cuffia che racchiude la chioma femminile, particolare molto diffuso in Sicilia, che induce a ritenere l’opera legata alle correnti artistiche peninsulari.

Fonte / Autore: www.annunziatacaccamo.diocesipa.it


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