Feste e sagre in Sicilia

Eremo di Santa Rosalia alla Quisquina

Località Serra Quisquina - Santo Stefano Quisquina (AG)

Il complesso monumentale, originato nei pressi della Sacra Grotta, la prima grotta abitata da Santa Rosalia nel suo eremitaggio tra il 1150 ed 1162, comprende il Santuario ed il Convento (con ancora gli ambienti originali quali le cellette, il refettorio, le dispense, il frantoio, la cripta, la stanza del Principe, le cucine). Si allunga sul lato Nord dell'antica Serra Quisquina, nel cuore di un fitto bosco naturale di latifoglie –leccio, roverella e frassino- che la circonda da ogni lato. L'Eremo sorge a 986 mt sul livello del mare, ad appena 4 km da Santo Stefano Quisquina; l'altitudine -insieme all'esposizione a Nord- rende il luogo fresco nelle afose estati siciliane e impraticabile in inverno a causa della neve. Il culto ha avuto origine nel 1624 al ritrovamento della grotta e dell'epigrafe che testimoniò la presenza in eremitaggio di Santa Rosalia. Il  complesso di edifici si è sviluppato gradualmente addosso alla montagna formando un insieme di costruzioni che sono un mirabile esempio di architettura integrata nell’ambiente naturale; all’interno, nonostante le ripetute violazioni, sono presenti affreschi, tele, arredi sacri, un ricco archivio, e soprattutto un altare in marmi policromi costruito a mosaico, opere realizzate da artisti di notevole spessore (Filippo Pennino, i fratelli Manno, Federico Panepinto, i fratelli Musca); la Chiesa è arricchita anche da opere di artisti locali. I festeggiamenti in onore della Santuzza avvengono nel mese di Giugno. Accanto all'eremo si trova la suggestiva "grotta" in cui, secondo la tradizione, visse per qualche tempo Santa Rosalia. Il Convento, oggi adibito a Museo, ci riporta in un lontano passato che ripercorre lo stile di vita degli Eremiti; e ancora, maestosamente allestito nell’ala della legnaia, il Museo etno-antropologico comunale.
 
Il Santuario
Costruita negli ultimi anni del 1600, in stile barocco, è stata abbellita alla fine del 1700, quando grazie al fervore artistico dello stefanese Ignazio Traina, architetto e frate superiore per molti anni, e ai finanziamenti dei principi Ventimiglia, furono innalzati gli altari in marmo dei fratelli Musca, furono chiamati i fratelli Manno per eseguire affreschi e e tele, e lo scultore Filippo Pennino per realizzare la Statua di Santa Rosalia. Questa statua ha una particolarità: è stata realizzata con un unico blocco di marmo "ibrido", cioè che ha due tipi di veneture; solitamente gli scultori, scartavano questi blocchi di marmo perchè, non essendo omogenei, sono più difficili da lavorare; invece la bravura del Pennino è consistita nel saper armonizzare la paret bianca con cui ha creato la veste, e la parte striata in grigio, con cui ha fatto il mantello. Questa statua è del 1775 e reppresenta Santa Rosalia nell'atto di incidere l'epigrafe. Tra gli altri lavori in marmo presenti nella chiesa, desta particolare interesse un "paliotto", cioè un intarsio realizzato interamante con pezzetti di marmo, dei fratelli Musca risalente al 1700. Per quanto riguarda le tele e gli affreschi, purtroppo tutte le tele originali dei fratelli Manno sono andate perdute nell'ultimo furto che la chiesa ha subito nel 1982. Le tele presenti oggi nella chiesa sono di artisti stefanesi: Francesco Chillura, Alfonso Leto, Giuseppe Rizzo, Nino Giafaglione e Francesco Sarullo.
 
Orari apertura:
luglio ed agosto: tutti i giorni
da settembre a giugno: sabato, domenica e giorni festivi

Fonte / Autore: www.quisquina.com


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