Feste e sagre in Sicilia

Scala di S. Maria del Monte

Via ex Matrice - Caltagirone (CT)

Fino al XVI secolo l’abitato di Caltagirone si sviluppava sulle falde di tre colline, sulla più alta delle quali si trovava l’agglomerato più antico sorto attorno al castello arabo-svevo e delimitato ad oriente dalla “Porta dei greci” e ad occidente dalle mura del Convento di San Bonaventura. Anche allora il suo panorama si stagliava verso il cielo, disteso ad anfiteatro come un gigantesco ventaglio, mentre dal suo movimentato profilo svettavano cupole e campanili maiolicati innalzanti dalla religiosità popolare. L’espandersi urbanistico, proiettato obbligatoriamente a valle, pose il problema di collegare funzionalmente la città vecchia – il centro religioso attorno alla Chiesa Madre – con quella nuova, ove dal 1483 era stata trasferita la Casa Senatoria, centro del potere civile e politico, e nelle cui piazze adiacenti fervevano le attività economiche di rinomati artigiani cannatari e cordai. Il vecchio sogno di “una strata” si realizzava nel 1606, operando un vasto taglio fra le casupole esistenti lungo la scarpata meridionale del colle. Vi lavorarono abili maestranze, sotto le direttive di Giandomenico Gagini, figlio di Antonuzzo e pronipote del noto scultore Antonello, che avevano arricchito le chiese della città di mirabili opere d’arte. La nuova arteria fu sistemata a gradinate intercalate da piazzette con la sovraintendenza del capomastro del regno Giuseppe Giacalone, appositamente giunto da Palermo per ordine del vicerè Duca di Feria.

La “strata nova”, in diverse rampe per complessivi 150 gradini, richiese oltre dieci anni di continuo lavoro e costò più di 20 mila scudi all’erario comunale. Era “…larga 4 canne con i gradini fatti di pietra arenaria forte con listello, distanti fra loro 10 palmi, e le pedate di essi in mattoni sistemati a coltello entro catene pure di pietra forte….”
Nel 1844 le varie rampe furono unificate su progetto dell’arch. Salvatore Marino e si ottenne così una grandiosa scala rettilinea, meno inclinata della precedente, con i gradini diminuiti nel numero ma più ravvicinati per la notevole riduzione delle originarie pedate. Nel 1956 la vetusta scalinata aggiunse alla sua grandiosità e bellezza un’altra attrattiva: in ogni alzata fu collocato un rivestimento in maiolica policroma riproducente motivi usati dai maiolicari siciliani dal X al XX secolo, raccolti ed adattati per la particolare destinazione dal prof. Antonino Ragona. L’avvicendarsi cronologico ed in senso ascensionale dei motivi decorativi, dopo il prologo-invito affidato ai primi due scalini, fa idealmente scomporre la scalinata in dieci settori, uno per ogni secolo a partire dal X, ciascuno costituito da quattordici gradini, che in un’alternanza di elementi geometrici, figurativi e floreali, rappresentano in successione, esempi di stile arabo, normanno, svevo, angioino-aragonese, chiaramontano, spagnolo, rinascimentale, barocco, settecentesco, ottocentesco e contemporaneo. La Scala di S. Maria del Monte, detta anche Scala di S. Giacomo, oggi si eleva fra due fitte schiere di case con una continuità di ben 142 gradini che le consentono di superare un dislivello di circa 45 metri. Ha una larghezza media di metri 8,40 e sviluppa una lunghezza di circa 130 metri. Vecchia di quasi quattro secoli, rivoluzionario ed affascinante intervento di macrourbanistica, la Scala è anche ordinato museo e splendido testo di storia dell’arte da percorrere con sguardo attento e… lento pede.
 
La Chiesa di Santa Maria del Monte, più volte danneggiata e riedificata, si trova in cima alla famosa Scala. E’ nata come Chiesa della Matrice prima dell’erezione della Chiesa di San Giuliano come Cattedrale.
La volta della navata centrale è decorata con affreschi realizzati nella prima metà dell’Ottocento dai fratelli Vaccaro. La chiesa Santa Maria del Monte è particolarmente cara ai cittadini di Caltagirone perché in essa è custodita la Sacra Immagine della Madonna di Condomini che giunse a Caltagirone nella prima metà del 1200 ed è dipinta da ambedue i lati: da una parte l’immagine bizantina della Condomini e dall’altra il Cristo morto che si erge dal sepolcro. Durante tutto il mese di maggio la chiesa è meta di fedeli e pellegrini che rendono culto alla Madonna che dal 1644 viene invocata come compatrona insieme a San Giacomo.

Opere d’arte :
XI sec. - La campana di Altavilla, portata in dono dal Conte Ruggito il Normanno
XIII sec. - La Sacra Immagine della Madonna di Conadomini, opera pittorica su legno di scuola lucchese, portata a Caltagirone dalla famiglia Campochiaro, è posta sul presbiterio della chiesa. L’opera originaria si “svela” durante il mese di maggio in onore alla Madonna, mentre durante l’anno viene sostituita da una copia fedelmente riprodotta; sul retro della tavola è raffigurato Cristo che si erge dal sepolcro
1492 – La Madonna del Salterio, opera scultorea di Domenico Gagini
1592 – Il Cristo alla Colonna, statua in legno realizzata dall’artista Paolo Nigro
XIX sec. - La volta, ornata da cinque riquadri ad olio, realizzati dai fratelli Vaccaro, che rappresentano figure femminili dell’antico Testamento precorritrici di Maria

Fonte / Autore: www.comune.caltagirone.ct.it


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