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Informazioni su Calatafimi (Trapani)
Calatafimi, antico borgo arabo, famoso per la storica battaglia tra borboni e garibaldini del 1860, annovera tra i suoi monumenti la semidistrutta Chiesa del Carmine, la Chiesa Madre e la Chiesa del Crocifisso. Qal’at Fîmî, Calatafimi, che val quanto dire “Rocca di Eufemio”. Nella parte più antica e occidentale della città sorge il vecchio Castello, innalzato intorno al 1200, che fu dimora dei governatori della città. Lungo la statale che da Calatafimi va verso Trapani, a circa un Km. dal paese, vi è un bivio dal quale si arriva al monumento Ossario di Pianto Romano. Alto circa 30 metri, decorano i due lati due gruppi di bronzo di Battista Tassara, che raffigurano lo sbarco dei Mille a Marsala e la battaglia di Calatafimi, eretto su progetto dell’ architetto palermitano Ernesto Basile a custodia delle reliquie dei caduti nella fatidica giornata della battaglia del 15 maggio 1860, che fu decisiva per le sorti della spedizione e dell’ unità nazionale. Calatafimi merita una visita, oltre che per i beni artistici custoditi in alcune sue chiese, in occasione della Festa di Primavera o del Crocifisso celebrata in memoria di alcuni eventi miracolosi legati ad un antico Crocifisso, verificatesi nel 1657. Oggi a più di trecento anni, la processione si ripropone ad intervalli di tre, cinque o sei anni ed è una delle feste popolari siciliane più grandiose e sentite. A quattro chilometri da Calatafimi, sul monte Barbaro, alto 400 metri circa sul livello del mare, vi è uno dei luoghi più suggestivi di tutta la Sicilia, Segesta. Città elima, la più importante di questo popolo misterioso le cui origini non sono state del tutto chiarite, antagonista storica di Selinunte, Segesta fu distrutta da Agatocle, tiranno di Siracusa, alla fine del IV secolo a. C., rifondata dai Romani e infine devastata dai Vandali. I Normanni vi costruirono un castello nel XII secolo, riportato alla luce di recente. La fama di Segesta è indubbiamente legata all' Area archeologica ed ai suoi monumenti principali il Teatro ed il celebre tempio dorico, risalente alla metà del V secolo a. C. e lasciato probabilmente incompiuto, uno dei templi più interessanti e meglio conservati della Sicilia. Imponente, domina solitario da un’altura il paesaggio circostante. Il peristilio è composto da trentasei colonne (14 sui lati lunghi e 6 sulla fronte), non scanalate; l’interno è privo di cella; le metope non sono lavorate. Il tempio testimonia la progressiva ellenizzazione dell’antico insediamento elimo. Sulla cima più alta del monte Barbaro è il teatro, costruito tra il III e il II secolo a. C. ma in seguito rimaneggiato dai Romani, e orientato a nord, in direzione del Golfo di Castellammare. Il Santuario di contrada Mango. Sotto il monte Barbaro, in località contrada Mango, recenti scavi hanno messo in luce le rovine di un grande santuario rettangolare, cinto da un muro monumentale, all' interno del quale sono stati rinvenuti i resti di due templi dorici assegnabili ai secoli VI e V a.c., insieme ad altri edifici più modesti. » Da visitare a Calatafimi » Alberghi a Calatafimi » B&b a Calatafimi » Campeggi a Calatafimi » Agriturismo a Calatafimi » Sagre, feste e altri eventi a Calatafimi
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