Feste e sagre in Sicilia

Carnevale di Corleone

28 febbraio / 05 marzo - Corleone (PA)

Carnevale di Corleone a Corleone
Carnevale Corleonese, con i suoi carri e minicarri, gruppi in maschera e sfilate di cavalieri per le vie della città"U Riavulicchiu”, maschera che balla, saltella, tintinna, fugge e ritorna, solo o a branchi, è il padrone del carnevale corleonese. Carnevale inaspettatamente risorto, e con grande clamore, negli anni ’90. Il diavolo è rosso, proprio come nelle favole, vestito di rosso e nero, con le corna, la coda, la frusta e centinaia di sonagli (“ciancianeddi”). La sua figura è collegata agli ancestrali timori da sempre nutriti dai contadini per le “cattive annate” (in cui il “diavolo” mette la coda!).

La cerimonia carnevalesca utilizza il sorriso come fonte di esorcismo, nell’attesa di consegnare incubi e diavoli al fuoco purificatore. Con il carnevale è nato il trofeo dei quartieri, che prevede la consegna di un premio al carro o al gruppo mascherato più bello e pieno di fantasia. E infine, la lettura del testamento “ru nannu ri Carnevali”, simpatico nonnetto, che al termine della lettura del suo testamento, viene bruciato per indicare la fine del Carnevale, mentre tutte le maschere gli ballano attorno. La festa prevede la partecipazione della banda musicale e un trofeo dei quartieri che viene assegnato al gruppo che ha realizzato il migliore fra i carri allegorici che sfilano il sabato, la domenica e il martedì.

Il martedì di carnevale si svolge l'inseguimento del porcu frisatu, un porcellino che viene lasciato libero per essere poi catturato nello spazio alberato dei giardini pubblici. E' questo il retaggio di una antica festa pagana. La festa si conclude con il ballo in maschera nella piazza prospicente il Municipio, mentre il "rituale del nannu", dalla lettura del testamento sino al rogo, viene eseguito con grandissima partecipazione di cittadini e di turisti.
 
I Riavulicchi sono la maschera tipica del Carnevale di Corleone. Si tratta di allegre e spiritose figure "demoniache" ricoperte di campanelli e campanacci che impazzano per le piazze precedute dal suono del corno. In questo senso costituiscono una delle poche espressioni rimaste di "diavoleria" nell'ambito della festa laica. Sincretismi religiosi di età cristiana, infatti, hanno fatto sì che personaggi diabolici siano stati inseriti in drammatizzazioni di ispirzione devota riferibili al tema della vittoria del bene sul male. Così avviene ad esempio a Prizzi, dove, dopo avere impazzato il giorno di Pasqua per le piazze, i diavoli vengono sottomessi di fronte all'evento della resurrezione di Cristo. A Corleone la figura dei Riavulicchi accompagna tutta l'articolazione della festa di carnevale, un tempo animata anche dall'improvviso irrompere di cavalieri mascherati.

Maggiori informazioni
www.comune.corleone.pa.it

Ultima modifica: 2018-09-19 17:41


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