Feste e sagre in Sicilia

Festa di Sant'Antonio Abate a San Cataldo

17 gennaio - San Cataldo (CL)

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Festa di Sant'Antonio Abate  a San Cataldo a San Cataldo
Festa di Sant'Antonio Abate a San Cataldo (CL). Ogni sera, dal 14 al 17 gennaio, la Celebrazione Eucaristica delle ore 17.00 sarà preceduta dalla “Coroncina di Lode” in onore di S. Antonio Abate e dalla preghiera del Santo Rosario.
 
Il 17 gennaio, giorno della festa di S. Antonio Abate, a mezzogiorno la nostra Città saluterà il giorno di Sant'Antonio Abate con XXI colpi di cannone e il suono festoso delle campane. Alle ore 17.00 la Santa Messa solenne alla quale prenderanno parte le Autorità cittadine e al termine della Celebrazione Eucaristica, sulla Piazza S. Antonio Abate, saranno benedetti gli animali e i mezzi agricoli.  Da ricordare che il 17 gennaio 2016 i comuni di San Cataldo e Milena hanno stretto un gemellaggio proprio nel nome di Sant’Antonio Abate, per volontà dei rispettivi sindaci.
 
Il 17 gennaio la liturgia ci fa celebrare il ricordo di Sant'Antonio Abate, protettore degli animali domestici, del bestiame, del lavoro in generale e in particolare quello di contadini ed affini e/o derivati (come macellai, fornai, salumieri, tosatori, canestrai, ecc..), del fuoco, delle malattie della pelle (ad esempio l'herpes zoster, il “fuoco di sant'Antonio”). Abbiamo deciso di spostarla a questa domenica a motivo della neve, ma anche oggi il tempo non è molto clemente. Sant'Antonio è il più illustre eremiti della storia della Chiesa.
 
Nato a Coma, nel cuore dell'Egitto, intorno al 250, a vent'anni abbandonò ogni cosa per vivere dapprima in una plaga deserta e poi sulle rive del Mar Rosso, dove condusse vita anacoretica per più di 80 anni: morì, infatti, ultracentenario nel 356. Già in vita accorrevano da lui, attratti dalla fama di santità, pellegrini e bisognosi di tutto l'Oriente. Anche Costantino e i suoi figli ne cercarono il consiglio. La sua vicenda è raccontata da un discepolo, sant'Atanasio, che contribuì a farne conoscere l'esempio in tutta la Chiesa. Per due volte lasciò il suo romitaggio. La prima per confortare i cristiani di Alessandria perseguitati da Massimino Daia. La seconda, su invito di Atanasio, per esortarli alla fedeltà verso il Concilio di Nicea. Nell'iconografia è raffigurato circondato da animali domestici (come il maiale), di cui è popolare protettore, così come degli animali, dei mezzi da lavoro in particolare quelli agricoli e di tanti altri patronati. Sant'Antonio Abate è invocato contro tutte le malattie della pelle e contro gli incendi. Veneratissimo lungo i secoli, il suo nome è fra i più diffusi del cattolicesimo, anche se poi nella devozione onomastica è stato soppiantato dal XIII sec. dal grande omonimo di Padova e come abbiamo detto prima, nell’Italia meridionale per distinguerlo dal santo padovano è chiamato "sant’Antuono".
 
Maggiori informazion
Pagina facebook  Chiesa Madre di San Cataldo

Ultima modifica: 2019-10-11 09:50
Fonte / Autore: Chiesa S. Antonio Abate (al Carmelo)


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