Feste e sagre in Sicilia
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Sagra del Maiorchino a Novara di Sicilia

07 gennaio / 13 febbraio - Novara di Sicilia (ME)

Sagra del Maiorchino a Novara di Sicilia a Novara di Sicilia
XX Edizione Sagra e Torneo del Maiorchino Novara di Sicilia (ME), manifestazione dedicata al tipico formaggio pecorino del luogo, e si svolge ogni anno durante il periodo di Carnevale. Le gare del torneo di maiorchino si svolgeranno tutti i sabati e le domeniche pomeriggio a partire dal 7 gennaio 2018. La La Sagra del Maiorchino si svolgerà nei giorni 11 e 13 febbraio, durante i quali si potrà assistere alle gare del torneo di lanci di forme di formaggio il cui peso varia dai 10 ai 18 kg,  che si concluderanno con la premiazione dei vincitori e la tradizionale “maccheronata” in piazza. 
 
Il torneo si svolge lungo il tradizionale percorso con partenza dalla via Duomo fino alla via Bellini e Piano Don Michele. Degustazione del tipico formaggio e della ricotta, vino locale ed altri prodotti tipici, tradizionale maccheronata al sugo di salsiccia, imbiancata da una fitta cascata di maiorchino grattuggiato. 

Il singolare torneo consiste nel far rotolare una forma di formaggio maiorchino stagionato lungo un percorso che si snoda per oltre due chilometri lungo le viuzze del paese. Giocano 16 squadre regolarmente di tre concorrenti, si parte da "cantuea da chiazza" arrivando fino ad un traguardo: "a sarva". Si lancia con una "lazzada" di 1,00-1,20 metri circa, che consente al lancio maggiore forza, velocità e precisione. Si aggiudica la vittoria chi arriva primo con meno colpi a colpire "a sarva".
 
A volte ci sono degli imprevisti come prendere "spighi, catafulchi o vaelle". Il gioco ha delle precise regole da rispettare, tra queste: ogni squadra deve indicare il proprio capitano che potrà conferire con i giudici di gara per far eventualmente valere le proprie ragioni; ogni squadra deve munirisi di una "lazzada" da attorcigliare al maiorchino per il lancio; inizia il gioco la squadra che risulta sorteggiata per prima (toccu); ogni contendente deve lanciare il maiorchino dal punto segnato, senza alcuna rincorsa, facendo leva sul piede d'appoggio ("pedi fermu"); nel caso in cui il maiorchino nel corso della gara dovesse rompersi verrà sostituito con un'altra forma di maiorchino di uguale peso e il lancio precedente verrà ritenuto valido; alla fine di ogni gara il maiorchino dovrà essere restituito al circolo Olimpia (l'associazione che organizza il torneo e la sagra del maiorchino).

Interesse vivamente sentito hanno gli spettatori, che parteggiano per l'uno o per l'altro contendente; si vive un’atmosfera di esultanza e di esaltazione, di emulazione e rivalità, di confronti e preferenze, di previsioni e pronostici, mentre, nel brusio della gente, partigiana di una o l’altra parte, si ascoltano voci che invitano a prestare attenzione all’imminente lancio della “maiorchìna” e si ridestano i ricordi di lanci “famosi” di giocatori che hanno fatto la storia del “gioco della maiorchìna”. Come se si sfogliasse un vocabolario antico, si pronunciano, durante il giuoco, parole di lingue diverse. Si ascoltano parole ed accenti arcaici; sono parole che non si ripetono nell’anno, ma soltanto in occasione della sagra invernale novarese.

La manifestazione si conclude con la rituale "Sagra del maiorchino", con degustazione di ricotta, tuma, maiorchino e, dulcis in fundo, con una mega maccheronata al sugo di carne di maiale imbiancata da abbondante maiorchino, tipico formaggio pecorino del posto.

Il Maiorchino
E’ un formaggio a pasta dura cruda; è prodotto con latte ovino intero crudo a volte misto a capra, le attrezzature tradizionali sono la “quarara”, la “brocca”, la “Garbua” (fascera di legno), il “mastrello” (tavoliere di legno), le “fascedde”; particolarità della lavorazione è rappresentata dalla foratura della pasta, con una sottile asta di ferro detta “minaccino”, che favorisce la sineresi; le forme dopo due giorni vengono salate a secco per 20/30 giorni. La stagionatura avviene in costruzioni di pietra, a volte interrate, fresche ed umide, dotate di scaffali in legno. Può protrarsi fino a ventiquattro mesi. La forma è cilindrica a facce piane o lievemente concave, la crosta è di colore giallo ambrato tendente al marrone con l’avanzare della stagionatura, la pasta è bianca tendente al paglierino, la consistenza è compatta. Il peso può variare dai 10 ai 18 Kg. In bocca, gli aromi erbacei, floreali e fruttati caratterizzano questo formaggio dal gusto deciso e piccante, soprattutto se stagionato.

Per maggiori informazioni
http://www.comunedinovaradisicilia.me.it/
 
Foto di Le terre dei Peloritani

Ultima modifica: 2018-01-08 14:51


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