Feste e sagre in Sicilia
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Informazioni su Ucria (Messina)

Ucria è un paesino abbarbicato al ripido versante orientale del Monte Castello (998 metri s.l.m.) tra i 710 m. e i 790 metri s.l.m., proteso sulla fertile vallata del Torrente Naso-Sinagra. Esso costituisce il punto di incontro di tre importanti vie di transito. La Via P. Bernardino divide in due il paese e costituisce, per il passante, un piacevole balcone-belvedere sulle circostanti montagne e verso la vallata.I rinvenimenti di utensili preistorici, in  prossimità della Rocca di S. Marco e di un ripostiglio di monete romane in località Arelluso, sono prova della frequentazione dell’uomo in queste zone sin dall’antichità. L’origine del paese pare risalga ai tempi dei greci, mentre il nome deriverebbe dall’arabo “KERYA” che significa “il villaggio”.
 
Le tracce di due Torri saracene, una in periferia che doveva fungere da avvistamento e una nella zona nord del paese, sono indice di come il borgo gi esistesse al tempo degli Arabi, ma soprattutto di come rappresentasse un luogo strategico per chi dal mare voleva spingersi verso l’interno. Dalle torri si sviluppavano una serie di cunicoli e gallerie che si diramavano per tutta la superficie del paese. Intorno all’anno 1000 Ucria era dominata da un Castello che pass da un proprietario all’altro secondo le assegnazioni delle varie dominazioni: Normanne, Sveve, Angioine e Aragonesi. In Epoca Normanna, Ucria fu feudo di Abbo Barresi e nonostante il sistema feudatario sia stato ufficialmente abolito nel XX sec., nel paese si protrasse fino al secondo conflitto mondiale.
 
Dalla Piazza P. Bernardino (botanico ucriese vissuto nel 1700) si scende per la Via R. Baratta fino ad arrivare alla Chiesa Madre, dedicata a S. Pietro Apostolo, fu costruita nel 1625 in stile rinascimentale. Il paese è costituito da una sventagliata di casa lungo un costone a ferro di cavallo; la chiesa del Rosario, con all’interno il mosaico “Due mondi a confronto”, a chiudere il territorio urbano, limitrofa con il luogo dove gli antenati dormono il loro sonno perenne. Poi al centro storico, la Chiesa dell'Annunziata, grande, in quella pietra arenaria che i maestri scalpellini hanno resa preziosa, dove alcune delle icone ricordano che, in questa zona tra i noccioleti e la lussureggiante vegetazione, si esercitava la scuola scultorea dell'illustre Gaggini. Ucria è nota per essere la “Città dei Musei”, ne possiede ben cinque. Sono sorti per iniziativa del Centro Internazionale di Etnostoria di Palermo che ha voluto eleggere questo territorio quale vero e proprio “Mosaico all’aperto”. Il territorio di Ucria, pu anche definirsi, per certi versi, il territorio dei funghi. I luoghi, infatti, per la loro natura e conformazione, si prestano alla nascita di numerose qualità di funghi.
 
Festa del patrono SS. Cristo della pietà 14 settembre e 3 maggio

www.comune.ucria.me.it

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