Feste e sagre in Sicilia
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Ottava di San Filippo d'Agira a Limina

Il Sabato o la domenica successivi al 12 maggio - Limina (ME)

Ottava di San Filippo d'Agira a Limina a Limina
Nel 66 d. C. passò da Limina (ME) San Filippo Siriaco o d'Agira e sostando in una Contrada del paese denominata "Passo Murazzo" vi fondò una comunità cristiana. Il Santo viene tutt'oggi solennemente festeggiato, in paese e dagli emigrati all'estero, ogni anno nel mese di maggio, ed anche il 16 agosto con una manifestazione religiosa tramandata da secoli che si può definire "unica" sotto l'aspetto della tradizione popolare e religiosa. In essa infatti si fondono visibilmente credenza popolare e profonda Fede Cristiana. La statua del santo viene rappresentata con il Vangelo nella mano sinistra - simbolo degli esorcisti - e la mano destra benedicente alzata all'altezza del volto. Sia le mani che il volto sono scure. Tale colore non sarebbe per la sua origine africana, ma per l'indelebile segno del nerofumo lasciato dai demoni da lui ricacciati tra le fiamme dell'inferno. Della statua la parte più significativa viene costituita dagli occhi che da sempre infondono una particolare suggestione. 

La festa di San Filippo si svolge in tre giornate: l'11 e il 12 di maggio, più la cosiddetta Ottava. A queste tre giornate, va aggiunta anche la festa che si svolge in estate, il 16 agosto (questa data è stata istituita per tutti gli emigranti che ogni anno nel periodo estivo fanno rientro nel proprio paese natio). 
 
giorno dell'Ottava è probabilmente quello più impegnativo, oltre che il più spettacolare della festa. In mattinata si svolge una Santa Messa Solenne e a seguire la processione per le vie del paese, con la partenza dalla Chiesa di San Filippo e il rientro in Chiesa Madre; nel pomeriggio, invece, avviene la cosiddetta "Rievocazione dei miracoli", cioè l'inseguimento e la cacciata dei diavoli. Tale rievocazione comporta che la "Vara" del santo venga portata di corsa al monte Calvario e, sempre di corsa, in contrada Durbi, praticamente i due punti estremi del paese.
 
Il rituale, che si ripete sempre uguale, anno dopo anno, prevede che già a partire dalle ore 16.30, i fedeli cominciano a radunarsi nella piazzetta antistante la Chiesa Madre, mentre i "pizzaturi", protagonisti della festa, cominciano a bussare rumorosamente e a dare spallate al portone della chiesa, come a cercare di sfondarlo (volendo rappresentare le forze del male che cerca di entra in Chiesa). Questo rito si protrae fino alle ore 16.55, quando il portone viene finalmente aperto e i "pizzaturi" si precipitano per accaparrarsi il posto ai "vrazzola" e prendere posto sotto la pesante vara. Alle ore 17.00 in punto, mentre suonano le campane, è uno sparo pirotecnico a dare il via alla parte più spettacolare di questa festa. Tra gli applausi dei fedeli e i "pizzaturi" che gridano "Cu cchiu beni lu voli, cchiu forti lu chiama, Evviva San Fulippu", per incitarsi a vicenda, avviene l'uscita del Santo, che a gran velocità percorre la discesa dalla Chiesa alla piazza del paese e poi si dirige verso le località di Calvario e Durbi.
 
Il Santo rientra in Chiesa in tarda serata, dopo aver effettuato diverse soste tra vicoli e "vaneddi" del paese. Come si può notare, caratteristica costante di questa festa è il "correre" che rappresenta le corse frenetiche del Santo per scacciare e rincorrere i demoni. È veramente emozionante vedere la fatica fisica e psicologica dei "ppizzaturi", il polverone che si solleva durante la discesa, il tutto sottolineato, nel silenzio generale, dal rullare dei tamburi, (i tamburi da tempi antichi vengono impiegati nelle ricorrenze religiose Liminesi).

Per maggiori informazioni:
www.arcipreturalimina.it 
www.comune.limina.me.it
https://www.facebook.com/arcipretura.dilimina

Ultima modifica: 2016-01-21 13:21
Fonte / Autore: Ernesto Musumeci


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