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Pasqua a Misilmeri

05 / 12 aprile - Misilmeri (PA)

Pasqua a Misilmeri a Misilmeri
I Riti della Settimana Santa a Misilmeri. Canto del tradizionale “Veni veni o piccaturi” e la trucculiata in abiti d’epoca, una struggente rappresentazione della passione di Cristo in dialetto misilmerese. La ricerca da parte di Maria di alleviare il dolore fisico del figlio attraverso la moral suasion che effettua nei confronti dei vari mestieranti per alleggerire la croce, i chiodi meno appuntiti e la corona non di spine, per citare alcuni esempi. Una tradizione con oltre tre secoli di vita che si perpetua ogni anno nelle parrocchie Misilmeresi.
 
I riti pasquali rappresentano un momento assai significativo dell’espressione simbolico-musicale del popolo siciliano. Seppur in differenti fasi dei riti e con diverse modalità esecutive, in molti centri dell’Isola ancora oggi vengono eseguiti canti tradizionali incentrati sulla Passione di Cristo o sulla figura della sua madre Addolorata”. 

A Misilmeri, nella notte tra il giovedì e il venerdì Santo, si svolge  un tradizionale rito itinerante che prevede l’intervento di diverse “squadre” di cantori che intonano un canto di Passione, intervallandone i distici al suono delle tròcculi (o tabelle). A trucculiata, così come a Misilmeri viene chiamato il rito, si rifà a quelle manifestazioni religiose volute espressamente dalle istituzioni ecclesiastiche ed affidate agli ordini religiosi o alle realtà confraternali per diffondere il messaggio religioso dettato dalla Chiesa. Seppur riplasmato entro contesti culturali diversi, il rito della trucculiata ancora oggi conserva le modalità esecutive tradizionali e si mantiene in modo eccellente anche fra le giovani generazioni, le quali sentono di far proprio quanto hanno appreso dai più anziani. Il canto è eseguito da gruppi (dette squadre) di soli uomini appartenenti perlopiù alle varie confraternite del paese.
 
Non manca tuttavia chi per devozione o per tradizione familiare si inserisce nel gruppo dei cantori pur non facendo parte di alcuna confraternita. Ogni squadra prevede circa tre o quattro cantori che si alternano nell’esecuzione, accompagnati da un numero più ampio di suonatori, ognuno con la propria tròccula, scuotendola fra un verso e l’altro del canto. Le varie squadre si danno appuntamento sul sagrato della propria chiesa di appartenenza per dare inizio al rito. A mezzanotte circa, il cantore più anziano della squadra batte con la tròccula il portale della chiesa per tre volte consecutive, mentre intona le parole: grapi Giuvanni ca lu Signuri è fora. I cantori, quindi, iniziano ad alternarsi nell’esecuzione del canto cercando di rispettare la forma dialogica del testo verbale. Il percorso segue la via rî santi, cioè l’itinerario che solitamente compiono le processioni religiose del paese. È previsto quindi che si canti nei crocevia, davanti alle edicole votive, ma soprattutto davanti alle chiese. Durante il percorso non mancano offerte di bevande (soprattutto vino) alla squadra dei cantori da parte di devoti o delle famiglie degli stessi cantori. La competizione tra le squadre è ancora oggi un tratto evidente dell’intero rituale; ciò si manifesta nel numero dei cantori e dei suonatori, nella presenza di un cantore anziano all’interno della squadra e soprattutto nelle loro qualità canore. Sono soprattutto i cantori più anziani a manifestare ancora oggi quel forte legame devozionale con questi riti, tanto attesi durante l’anno perché ritenuti indispensabili al giusto compimento del ciclo pasquale. Le competenze di ordine espressivo marcano d’altronde l’identità individuale, trasformando questi “esperti” cantori in veri leaders culturali.
 
Struttura verbale e musicale
L’analisi del testo cantato ha permesso di individuare tre sezioni diverse per forma e contenuto. È bene ricordare comunque che tale divisione non è assolutamente avvertita ne considerata dai cantori che percepiscono invece l’intero canto come un’unica unità formale. Una pur parziale differenziazione avviene però consapevolmente sul versante musicale, durante l’esecuzione. La prima parte della trucculiata è composta da distici di ottonari a rima baciata il cui contenuto verbale si sofferma sulla figura del peccatore pentito, richiamando i precetti stabiliti dalla Chiesa: la penitenza, il pentimento, il perdono. Costituisce quindi una formula di “chiamata” alle celebrazioni di precetto nel tempo pasquale
 
A questa prima parte segue il tema della cosiddetta “cerca” dell’Addolorata, consistente in una serie di dialoghi tra la Madonna ed altri interlocutori connessi alla Passione di Cristo. Questa seconda parte è costituita prevalentemente da quartine di endecasillabi a rima baciata. La terza parte consta di pochi distici a rima baciata che concludono l’esecuzione e servono a presentare la squadra, la congregazione o la chiesa di appartenenza. Vengono inoltre aggiunti dei versi che servono ad indicare il luogo in cui si sta cantando o, più spesso, il percorso che seguirà lasquadra per raggiungere il prossimo punto in cui avverrà nuovamente l’altra esecuzione. Il canto determina quindi un percorso sonoro teso a marcare lo spazio urbano, rendendolo “sacro” grazie all’azione rituale annualmente rinnovata.
 
Musicalmente nel canto possono riconoscersi due moduli melodici sui quali viene intonato. Il primo modulo è perlopiù utilizzato nella prima parte del canto e per la conclusione, mentre il secondo modulo è utilizzato per intonare la parte dialogica, la cosiddetta “cerca”. Il cantore, avvalendosi dell’esperienza ottenuta negli anni, cerca di far collimare il testo verbale con il periodo musicale, servendosi, se lo ritiene opportuno di vocali eufoniche, di brevi melismi soprattutto sulle cadenze intermedie e finali, o di escursioni melodiche nell’ambito della linea principale del canto. Vogliamo esprimere il nostro sentito ringraziamento e la nostra stima a quanti ancora oggi, con la stessa fede e la stessa devozione, perpetuano questa tradizione lasciataci in eredità da quanti ci hanno preceduto e prima di noi hanno creduto e portato avanti certi valori religiosi e culturali.
 
Testo di Giuseppe Giordano - tratto da www.misilmeriblog.it

Ultima modifica: 2019-12-12 17:43
Fonte / Autore: Testo di Giuseppe Giordano


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